viola centi

«Politica addio, faccio il contadino»

L'articolo uscito sul Corriere Fiorentino su Andrea Campinoti alla Cooperativa Sociale Pegaso

Articolo tratto da corrierefiorentino.it

di Viola Centi

Giovedì 25 settembre 2014, pagina 9

"Politica addio, faccio il contadino" La nuova vita dell'ex sindaco di Certaldo. «Ho deciso dopo il voto sul Quirinale che tradì Prodi» 

Scarponi e zappa alla mano. Dismessi i panni del sindaco, la fascia tricolore e i completi giacca e cravatta, Andrea Campinoti ha indossato maglietta e jeans, e si è dato all'agricoltura. L'ex primo cittadino di Certaldo, e presidente nazionale per anni di Avviso Pubblico (la rete degli enti locali per la formazione civile contro le mafie), ha chiuso la sua carriera politica, restituito la tessera del Pd e ora manda avanti una piccola azienda agricola. «La coltivazione è sempre stata un hobby per me — spiega — e come avevo annunciato già prima della fine del mio ultimo mandato, dopo io anni da sindaco ho detto addio alla politica». Ha iniziato ormai da qualche mese, sta imparando a gestire il suo orto, «perché non ci si improvvisa contadini» dice, e collabora con la cooperativa Pegaso alla realizzazione di una fattoria sociale a San Miniato. «Ho avuto varie proposte — dice — ma appena mi hanno cercato i responsabili della Pegaso non ho avuto dubbi, e sono andato a lavorare con loro. È una realtà bellissima dove i ragazzi hanno l'opportunità di arricchirsi e fare un percorso per migliorare la propria vita». La cooperativa sociale Pegaso infatti si occupa dell'inserimento al lavoro dei ragazzi con disturbi mentali dai i8 ai 4o anni. Nata nel 2000 su richiesta dei genitori di alcuni pazienti e degli psichiatri del Centro di Salute Mentale di Empoli (Cim), la cooperativa oggi conta ben 74 collaboratori, metà dei quali provenienti dal Cim. Lavorano nei campi, alla manutenzione dei giardini pubblici di molti comuni dell'Empolese-Valdelsa, e tutti prendono lo stesso stipendio, tutti sono uguali, «questo spirito mi ha conquistato subito» dice l'ex primo cittadino. «Per me l'etica è sempre stata importante, al primo posto direi, infatti ho deciso di restituire la tessera del Pd quando, durante l'elezione del Presidente della Repubblica, i ioi "tradirono" Prodi. Per me fu la goccia che fece traboccare il vaso, non era più il posto dove spendere la vita». Per anni Campinoti ha vissuto a stretto contatto con le istituzioni: 43 anni, io dei quali da sindaco di Certaldo, 5 da vicesindaco, 3 come assessore e uno da consigliere, e contemporaneamente gli u anni passati alla testa di Avviso Pubblico e i 5 da presidente della Società della salute di Empoli. «Dormivo sempre con un taccuino sul comodino — racconta — perché di notte mi svegliavo, mi venivano le idee e avevo l'ansia di non ricordarmele la mattina dopo, le dovevo annotare subito. Adesso il taccuino è sparito, perché quando torno dai campi sono sfinito fisicamente, ma sono tranquillo, stanco ma felice. Ora dormo bene e tutta la notte». E poi c è la famiglia: «Ho più tempo per mia moglie e le mie figlie, e ci ho guadagnato anche in salute: spesso mi danno io anni di meno e addirittura qualcuno mi ha chiesto se ero il figlio dell'ex sindaco di Certaldo». Per Campinoti la sfida è tutta nuova: la Pegaso infatti ha acquistato lo scorso anno dall'Asl n per 400 mila euro una casa colonica, il Castellonchio a San Miniato, in provincia di Pisa, dove sorgerà la nuova fattoria sociale. «Il compito di Andrea — spiega Daniele Bertelli, vicepresidente Pegaso — è quello di aiutarci nei campi ma anche di prendere in mano l'amministrazione della fattoria. Ci è sembrata la soluzione migliore per tutti, vista la sua grande esperienza e la sua passione per il sociale. Poi continuiamo anche con le altre realtà, il giardinaggio (questa estate i ragazzi di Pegaso si sono occupati anche della manutenzione del campo dello stadio Castellani di Empoli, ndr) e la vendita dei prodotti dei nostri campi con i gruppi di acquisto solidale, attraverso Sinergica, che è uno «spin-off» di Pegaso. Andrea in tutto questo ha già un ruolo fondamentale, perché si vede subito che ha passione per questo lavoro». Talmente tanta passione che ha anche rinunciato alle ferie: «Pensavo che dopo 20 anni di politica e di responsabilità mi sarei preso finalmente una vacanza — dice Andrea — ma mi sono subito buttato a capofitto in questa nuova avventura, e anche ad agosto eravamo qui a lavorare».